Test di Rorschach

RORSCHACH E LAVORI SOCIALMENTE DI RESPONSABILITA’

Questo breve scritto è stato redatto in occasione della tragedia del 24 marzo 2015 avvenuta a causa dell’atto suicidario del primo ufficiale che ha portato deliberatamente l’aereo a schiantarsi al suolo con 150 persone a bordo.

Vengono riproposte alcune riflessioni (in quanto purtroppo ancora oggi attuali) sul ruolo e sulla specifica competenza dello Psicologo nel contesto lavorativo ed in quello clinico, in particolare in tutte quelle situazioni nelle quali è già prevista o sarebbe opportuno prevedere una valutazione della personalità anche a protezione e salvaguardia della sicurezza sociale.

Periodicamente, spesso dopo eventi di cronaca tragici, ci si torna ad interrogare sulla possibilità da parte di esperti del settore della salute mentale, di riuscire a prevenire o comunque a cogliere i prodromi di disturbi psichici alla base di gesti, solo apparentemente folli, che riguardano chi li compie, ma anche altri che ne vengono drammaticamente ed involontariamente coinvolti.

È il caso attuale ma non unico, del pilota tedesco che ha compiuto l’ormai noto suicidio/strage, in preda evidentemente ad uno stato psicologico di fortissimo turbamento, che non era stato evidentemente colto né da chi era deputato a controllare il suo stato di servizio, né dai suoi colleghi.

Ma è anche il caso ad esempio di tantissimi “omicidi stradali” compiuti da persone che non hanno spesso il senso di ciò che stanno facendo, talvolta perché sotto gli effetti di sostanze alcoliche o stupefacenti o anch’essi in preda a turbamenti psichici che non riescono a controllare. A tale proposito ricordiamo una proposta di legge di qualche anno fa nella quale era stata prevista una visita psicologica per chiunque si apprestasse a prendere la patente, mozione che fu repentinamente bloccata e inoltre modificata deputando alla classe medica la possibilità di inviare un individuo a visita psicologica, ma soltanto nel caso il medico lo reputasse necessario. Ritocco di legge che, purtroppo, fu stato dettato più da una logica corporativa, piuttosto che di sicurezza sociale.

Anche la valutazione che consente di prendere un porto d’armi è poco chiara, in quanto non soggetta a protocolli specifici, rigidi ed omologati, validi per tutto il territorio italiano.

Pur se chiaramente risulta impossibile riuscire ad eliminare totalmente la possibilità che qualcuno possa compiere gesti inconsulti ed incontrollati, magari dovuti a stress che avvengono nell’immediatezza di quel fatto e che quindi possono sfuggire anche ai controlli più rigidi, è però assolutamente necessario che sia fatto un costante monitoraggio a scopo preventivo sulla condizione di salute psichica di tutte quelle persone che svolgono ruoli professionali altamente stressanti che prevedono la responsabilità di altre vite.

Il ruolo dello Psicologo è sicuramente quello professionalmente più indicato, formato e preparato per indagini di questo tipo, visto che la psicodiagnostica, ovvero l’utilizzo di specifici strumenti atti a valutare gli aspetti psicologici di un individuo, cognitivi ed affettivi, normali e patologici, è sua peculiare competenza, per la quale è necessaria una formazione approfondita, in primo luogo clinica, e poi delle tecniche, ovvero dei test psicologici, da utilizzare negli specifici ambiti dove è richiesta la valutazione. Lo Psicologo ha a disposizione moltissimi test per lo studio della personalità, alcuni molto complessi, raffinati e attendibili, studiati in maniera rigorosa da tantissimo tempo ed utilizzati a livello internazionale.

Tra tutti, il Test di Rorschach rappresenta una delle tecniche più sofisticate e complesse, che necessita di una lunga formazione pratica da parte del professionista che intende utilizzarla. È uno dei test di personalità più richiesti ed utilizzati, ad esempio nelle perizie nei tribunali, in quanto assolutamente impossibile da manipolare da parte di vi si sottopone. Consente inoltre di osservare i meccanismi di funzionamento di una personalità molto più in profondità rispetto ad altri strumenti, come ad esempio i questionari auto-descrittivi, indagando tanto la struttura di personalità, quanto gli aspetti più situazionali e di eventuale turbamento.

E’ pratica molto più diffusa invece, quando si rendono necessarie valutazioni predittive rispetto ad alcune tendenze della personalità in situazioni o professioni di rilevanza sociale l’utilizzo di tecniche più superficiali e riduzionistiche, che non danno una idea unitaria della personalità. Lo stesso MMPI-2 (Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2), questionario psicopatologico spesso utilizzato in situazioni di questo tipo, soprattutto per la possibilità di essere somministrato in gruppo e per la supposta rapida e “facile” lettura che un tecnico può farne, risulta non sufficiente, visto che può facilmente essere manipolato da chi non presenta un disturbo serissimo e che possiede anche minime capacità intellettive che gli consentano di capire come poter rispondere a certe domande se si vogliono nascondere o minimizzare alcuni aspetti del proprio essere.

Per poter effettuare una valutazione profonda e predittiva del funzionamento della personalità, occorre l’utilizzo di più strumenti correlati tra loro a supporto del colloquio psicologico e psichiatrico, pratica questa che rende le valutazioni più attendibili e nella quale non può mancare, a parere di chi scrive, il Test di Rorschach.

In casi di una tragedia dolorosa come quella di questi giorni, senza dimenticarne altre meno eclatanti ma altrettanto ferali e dal costo sociale altissimo, l’obiettivo a nostro avviso non è quello dell’inutile e facile indignazione o della reiterata ricerca della colpa, quanto quello di avviare percorsi tecnici e professionali che possano abbassare notevolmente il rischio di tutto questo, dando soprattutto a noi Psicologi la responsabilità di poter operare per questo fine, affiancati da Psichiatri e non subordinati a questi ultimi. È  spesso facile colpevolizzare qualcuno della nostra categoria, reo di non essere stato capace di valutare un qualcosa che avrebbe evitato una tragedia, dimenticando però che spesso non ci viene riconosciuta l’autonomia decisionale rispetto alle strategie e tecniche da adottare. E però anche vero che, aspetto di autocritica interna alla nostra professione, chi si occupa di questo tipo di indagini non di rado non possiede la preparazione specifica e necessaria per poterle svolgere al meglio.

Dr. Roberto Cicioni, Direttore dell’Istituto Rorschach Forense

Dr. Tommaso Caravelli, Presidente dell’Istituto Rorschach Forense

Giugno 13, 2019

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