Test di Rorschach

La valutazione di personalità attraverso il Rorschach è un passaggio necessario per chi intende sottoporsi all’intervento chirurgico di rettifica del sesso e, parallelamente, del nome all’anagrafe.

Il desiderio di adeguare chirurgicamente e mediante terapia ormonale il sesso somatico e altre caratteristiche corporee al vissuto di genere caratterizza i transessuali. Si tratta di uomini o donne, che vivono costantemente, fin da età molto precoce, il disagio e la sofferenza dell’essere imprigionati in corpi differenti rispetto al proprio sentirsi psicologicamente femmine o maschi. Per tale motivo molti di loro possono vivere l’intervento chirurgico come l’atto risolutivo, sovente ricercandolo immediatamente al raggiungimento della maggiore età ed iniziando alcune terapie ormonali, previo consenso genitoriale, già dal compimento del sedicesimo anno.

Nel nostro paese la questione è regolata dalla legge n. 164 del 14 aprile 1982. Essa sancisce che solo la sentenza di un tribunale può autorizzare il cittadino che ne faccia domanda a mutilare il proprio corpo per rettificare il sesso, previo accertamento, da parte del giudice, che tale richiesta non sia condizionata da psicosi e che tragga effettivamente origine da una identità sessuale stabilmente e strutturalmente opposta al sesso biologico. Il magistrato può a tal fine disporre una perizia d’ufficio oppure decidere di acquisire una consulenza di parte, ossia l’insieme di notizie anamnestiche, cliniche e diagnostiche tratte dal percorso di sostegno e terapeutico effettuato in vista della modifica genitale, privatamente o, ancora meglio, presso uno dei centri specialistici sull’identità di genere sparsi su tutto il territorio nazionale.

È infatti oggi ampiamente condiviso nel panorama scientifico e professionale che il percorso che porta al cambio sesso (ossia ad un atto di mutilazione irreversibile) debba essere particolarmente lungo e che si tratti di un’indagine e di un monitoraggio di tipo psicologico e non solo di una perizia psichiatrica. Una volta esclusa la psicopatologia l’attenzione del clinico verte sullo studio degli importantissimi elementi clinici e anamnestici, con il duplice obiettivo di identificare un’oggettiva condizione di transessualismo e di valutare, sul lungo periodo, le risorse di resilienza e reattive e la stenicità dell’Io necessarie ad affrontare il cambiamento, lo stress dell’intervento e delle sue conseguenze. Ciò dando per certo, in queste persone, il rilevamento di inibizioni e difficoltà affettive e interpersonali, di un rapporto distonico con il corpo e la sessualità.

 

Il contributo del Rorschach

A sostegno di questa parte più clinica il contributo diagnostico del Rorschach, utilizzato secondo un metodo di interpretazione non riduzionistico ed in batteria con altri test, è quello di fornire in breve tempo, oltre ad un’eventuale diagnosi differenziale di tipo nosografico, molte informazioni, tanto fondate su riferimenti quantitativi riguardo l’evoluzione, la struttura e il funzionamento della personalità in differenti aree (cognitiva, affettivo-relazionale, adattiva, gestione degli impulsi), quanto su aspetti qualitativi e contenutistici che consentano di esplorare le dinamiche interne di interesse rispetto al quesito (identificazione sessuale, ruolo, identità).

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