Test di Rorschach

Cosa è la Psicodiagnostica

Le tecniche della Psicodiagnostica sono due: la prima esclusivamente qualitativa, il colloquio, e l’altra anche quantitativa, i test psicologici, l’una ad integrazione e supporto dell’altra.

 

Perché la Psicodiagnostica

Il nostro oggetto di studio e di intervento è il più complesso che esista: l’essere umano nella sua individualità o parte di un sistema di relazioni più complesso (coppia, famiglia, team, azienda, etc.).

Il primo atto trasversale a qualsiasi nostro intervento, è sempre una valutazione o diagnosi psicologica, cioè un’attività mirata a conoscere e comprendere preliminarmente la realtà sulla quale siamo chiamati ad intervenire, sul piano delle risorse e delle problematiche. Solo un quadro conoscitivo iniziale ed obiettivo consente di scegliere le strategie di intervento più efficaci ed anche di valutarne oggettivamente il risultato.

Conoscere e utilizzare con efficacia tutti gli strumenti che la Psicologia mette a disposizione (tecniche del colloquio, test psicologici), non è una scelta, ma un nostro obbligo professionale, che innesca un processo virtuoso di cui si giova la Committenza, lo Psicologo che interviene e tutta la nostra categoria. Quando forniamo una prestazione professionale utile, ne ricaviamo un senso di efficacia personale e consolidiamo la nostra identità sul piano interno e su quello sociale.

 

La Psicodiagnostica in pratica

Esistono oggi moltissimi test psicologici, alcuni talmente richiesti perché validi, attendibili e raffinati, che non conoscerli sul piano pratico del saper fare, rappresenta una mancanza professionale fondamentale, una lacuna basica per lo Psicologo che si preclude occasioni di lavoro e di guadagno, rinuncia a possibili nuovi ambiti di intervento, sviluppo e crescita.

Molti test psicologici sono ormai patrimonio universalmente riconosciuto dello Psicologo (Rorschach, MMPI-2, Scale Wechsler, etc.). Dovrebbe essere quindi obbligo professionale quello di conoscerli e, dove possibile, di applicarli in batteria a sostegno uno dell’altro, con l’obiettivo di anticipare e ridurre i tempi di acquisizione delle informazioni rispetto ai colloqui.

Esistono test semplici, che si padroneggiano in breve tempo e che offrono informazioni utili, ma limitate e circoscritte, ed altri più complessi, che richiedono una formazione più specifica e lunga. L’utilizzo di questi ultimi, che ci consente di ottenere informazioni più profonde, analitiche e dirimenti sul piano diagnostico, non può essere improvvisato.

Ricorda infatti che i test psicologici non danno risposte da soli, ma mettono a disposizione dei semplici dati. Siamo noi che, con atteggiamento attivo, dobbiamo saperli interpretare, analizzare e refertarli.  E’ quindi lo Psicologo con la sua competenza teorica ma soprattutto esperienziale, l’elemento virtuoso e più importante che dà efficacia alle tecniche ed agli strumenti che utilizza e non viceversa.

 

Quando la Psicodiagnostica

Per lavorare con i test psicologici non hai bisogno di alcun “patentino”, né che un Istituto piuttosto che un altro ti autorizzi ad utilizzarli. È l’art. 1 della legge che istituisce la nostra professione che abilita  direttamente a questo tipo di intervento subito dopo l’iscrizione all’Albo, al contrario della Psicoterapia che richiede molti anni di formazione alla fine dei quali è obbligatorio una specifica abilitazione.

 

Legge 56/89 – Ordinamento della professione di psicologo

Art. 1. Definizione della professione di psicologo

1.       La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

 

 

Il percorso per lavorare con la Psicodiagnosi è molto più breve ed immediato, ma comunque necessita di una formazione personale specifica mediante la pratica didattica e la supervisione individuale. Questo percorso può iniziare parallelamente al percorso universitario o alla sua conclusione, ma non può essere demandato all’Università che, per come è strutturata in Italia, può solo informare e non formare all’utilizzo pragmatico dei test psicologici.

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